Poesie

Babbo Natale

				Con la giacca e il pantalone 
				rosso fuoco come
				le scintille di quell'esplosione
				che corre dal Monte Sinai
				a Gerusalemme:
				inciampa Babbo Natale
				nei corpi dei bimbi
				dilaniati dalle bombe.

				La bisaccia è ancora carica di doni,
				le sue lacrime annerite
				dal fumo,
				scivolano sulla barba bianca
				come l'oro nero
				tra le crepe della terra
				e, non trova più bimbi
				che siano stati buoni,
				a cui offrire qui doni.
				I bimbi vivi che ha
				incontrati,
				sono stati da adulti persi,
				fanatici e dimentichi 
				dell'infanzia:
				ARMATI!
				Per un impegno che
				Neppure sanno,
				che non permetterà loro
				di giungere forse
				al nuovo anno.

				La storia rivede la
				Grande Babele
				da Palestina ad Israele:
				"Bush, Noubarach, Saddam, Rabin e Al Fatha"
				portate al tavolo della Pace
				Babbo Natale
				perchè anche Alì, Mohammed e Dusan
				hanno diritto al loro
				Natale
				mentre la guerra
				li manda a sparare.				
			

Berzano di San Pietro

				Sei come uno scrigno tra le dune, quando ad aprirlo vedi apparire
				Grappoli violacei come pensieri pensili
				Che giacciono tra terra e sole
				A far respirare un nuovo odore che non conosco:
				odor di mosto.

				Una leggera brezza mattutina ti soffia sul cuore
				Ed il vento corteggia le fronte dei tuoi alberi ma, poi, fugge
				E si perde tra le morbide pieghe delle tue colline
				Ora distanti...ora vicine.

				Nei riverberi d'autunno, camminando tra le foglie cadute,
				Pari sognante fanciulla, avvolta in un abito di nebbia
				Che soffoca i rumori.

				Poi ti risvegli con le brezze primaverili,
				con prati colmi di viole e primule in fiore,
				dopo esserti spogliata del candido manto dell'inverno
				illuminato di sole.				
			

Donna Coraggio

				Le storie di donne sono fatte
				Di poco
				Che quando le racconti sembran
				Dette per gioco,
				le storie delle donne sono
				fatte d'amore
				che quando le scrivi ne senti
				il dolore.
				Le storie di donne sono fatte
				Di vita
				Che quando le ascolti ti senti
				Rapita,
				le storie delle donne sono fatte
				di bellezza
				che quando ti avvicini sembra
				una carezza.
				Sono fatte di gioia e di coraggio,
				vissute per sempre, vissute per poco
				hanno sempre il sapore di uno
				splendido gioco.
				Stai bene? Domandano...
				E ascoltano, guardano, ti danno
				La mano
				Per portarti soltanto un
				Poco lontano
				Dal mondo qualunque che
				Non ti capisce.
				Le storie delle donne
				Sono fatte di tanto
				Ma le capisce davvero chi
				Le ama soltanto			
			

Favole

				Di Pinocchio e della Fata Turchina
				non te ne parlo
				da quand'eri piccina;
				di mangiafuoco e del buon Geppetto
				ti raccontavo con immenso
				affetto.
				Poi regalandoti una caramella
				ti raccontavo
				che dentro il bosco c'era
				una fanciulla addormentata, sopita
				e bella,
				E ogni briciola di pollicino
				portava invece a ritrovare
				la strada giusta del 
				cammino.
				Alice bionda con gli occhi
				azzurri 
				in amicizia col coniglio
				cercava mondi inesplorati tra
				corse, grida e gran 
				sussurri.
				Ma un bel giorno arrivò il
				lupo
				e t'insegnai a non fidarti
				del suo blandire, del suo
				adularti.
				Ma poi arrivarono Matzinga e Startrike,
				Battman, la Barbie e Belzebù
				e non riuscivo più a spiegarti
				quello che oggi non c'è ormai più.
				La chiara immagine di ciò
				che è bello,
				la giusta strada di ciò che 
				è bene,
				e non so come fare a spiegarti
				che il cammino ha delle
				pene.				
			

Natale

				File di strade
				umide,
				File di ghirlande
				illuminate,
				File di pacchi
				colorati,
				File di gente
				incappucciata,
				File di ceri
				accesi,
				File di Gesù
				spogli,
				Fiocchi di neve
				bianca,
				File di cori
				umani,
				File di anime
				in perdono,
				File di Natali
				belli,
				File di anni
				brutti,
				neve,neve,neve
				candida.				
			

La Borsa

				Ero seduta accanto a Maria,
				che in quel momento si allontanò,
				la borsa in grembo,
				sul treno in corsa che mi portava via
				dalla città e dalla malinconia.

				Cadde la borsa, la raccogliesti,
				e, nel ridarmela mi dicesti:
				"ma che sorpresa, cosa c'è dentro?
				Ma quanto pesa...!?"

				Avevo voglia di stupirti, ed iniziai
				A raccontarti:
				Ecco un quaderno tutto argentato,
				dove vi scrivo il mio passato,
				la biro certo in ogni momento si può
				trascrivere un evento.

				Un bel rossetto per quando ho
				Le labbra secche e voglio essere
				Più bella,
				un po' d'ombretto azzurro cielo 
				e una matita nera
				per quando voglio uscir la sera.

				La cartolina di mia figlia.
				Di quando era al mare coi nonni,
				io lavoravo
				e tutto andava a meraviglia.
				Il francobollo lo staccherò,
				lo inserirò nella collezione,
				ma per adesso lo lascio qui,
				ancora un po'.

				Il portafoglio, che vuol che sia:
				e' brutto e vecchio,
				lo butterei via,
				ma dentro, ecco.. nel posto a parte 
				c'è sempre qualche
				fotografia:
				Madre, padre, figlia, cane, gatto il
				Coniglio, e tutta la famiglia.
				Il pacchetto di gomma americana,
				l'ago, il filo, le sigarette, i post-it, l'accendino
				da tremila lire del marocchino
				ed un bottone perso dalla sottana;
				i fazzoletti di carta per quando ho voglia
				di piangere e il telefonino per quando sono
				stanca della noia quotidiana.

				Mi ascoltavi attento, e capivo ciò
				Che ti piaceva da come muovevi
				La ruga centrale della fronte.
				Maria ritornò a sedersi accanto a me,
				le restituii la borsa e stupendoti dissi:

				"questa, non è la mia, è la borsa di Maria".				
			

La Valigia e la Signora

				Dopo un anno di noia
				Esco fuori all'aperto,
				Spolverata, pulita
				Qualche volta profumata,
				Vivo quasi con gioia, anche
				Il momento del mio riempimento.

				Abiti,
				giacche,
				scarpe e magliette
				calze, 
				libri,
				profumi e reggitette;
				di tutto un po' e...
				"chi più ne ha più ne mette".

				Mi sento pigra, stipata, rigonfia, pesante;
				Non riesco a respirare,
				Non mi si lascia un istante.
				Basta son vecchia !
				Non mi riempire più:
				Abbiamo visto la stiva
				Dell'aereo
				Che ci ha portato in un caldo
				Mare africano.
				E' stato lì che ho sbucciato
				Il mio angolo destro ed ho perduto
				La mia etichetta.
				Tu, invece, hai perduto il
				Tuo amore lontano

				Poi in quel viaggio in
				Inghilterra,
				per ben tre volte sono caduta a terra..
				ma non ci capivano quando dicevi :
				"attenzione! attenzione!"
				Ci han fatto perdere ogni emozione.

				E l'anno scorso al mese di
				Agosto
				Quanto ho viaggiato!
				Non ero mai ferma, non trovavi	
				Mai un posto!
				Ed ecco quest'anno andiamo in Sicilia,
				stai raccontandone la meraviglia,
				ma io, son vecchia, rotta e stanta.
				E tu te ne freghi
				Non mi ascolti,
				non ti va bene nessuna scusa, andremo là
				a Siracusa.

				Bada però, questo è il mio ultimo viaggio
				Al mio ritorno voglio un massaggio
				Voglio tornare pulita
				Nell'armadio
				Libera e vuota.

				Tu invece
				Trovati un amico che di viaggiare
				Abbia finito!				
			

La Vecchina

				Due ciliegie
				sul cappellino lilla
				di Firenze,
				sopra un volto
				ormai stanco e
				rugoso
				come pelle di tartaruga
				che un tempo
				è stato bello.
				Il tailleur di seta blu
				a pois bianchi,
				sta dio sghimbescio
				su quella schiena 
				ora ricurva dagli 
				anni.
				Eppure ha ancora 
				voglia 
				di inamidarsi il collo di
				pizzo Veneziano
				che lui le regalò
				in quell'ultimo anniversario
				insieme.
				Se lo appunta con mani 
				tremolanti e diligenti
				con quel cammeo
				che lei,
				ama tanto.
				E si avvia al giuramento
				della più giovane
				nipote
				che si sposa.
				Gli occhi opachi e
				stanchi,
				vedono a malapena
				quell'abito bianco
				a distanza,
				come fosse un chiarore,
				riportandole alla mente
				ancor lucida,
				i ricordi messi in 	
				bell'ordine
				nell'armadio a muro
				della memoria;
				quando anch'essa
				considerata
				una donna diceva il suo 
				si.				
			
Libri

Bimba Gege' di Massimo Citro

“Sua Eccellenza,

Altezza Serenissima…”

Di Massimo Citro

Presentazione di Marco Columbro

Bimba Gegè è una bambina separata bruscamente dal padre e dalla casa dove ha sempre vissuta. Per reagire alla solitudine e all’infelicità, la bambina si rifugia nel mondo popolato dai suoi amici pupazzi, dove la noia non esiste e tutti gli oggetti hanno un’anima.

Gli Dei e i Giorni di Massimo Citro



Viaggio attraverso i simboli del Tempo

Di Massimo Citro



…Recuperando le energie che da sempre scandiscono il nostro tempo e suggerendo consigli pratici che ne scaturiscono, questo libro ci introduce ad assaporare quelle antiche saggezze ormai dimenticate, in grado di soccorrerci in questo particolar emomento storico.

Vietato Studiare di Massimo Citro

Di Massimo Citro

Lo scandalo della legge illegale che vieta la conoscenza

L’Italia di oggi è governata da poteri privati che tengono
in ostaggio lo Stato:

uno di questi è rappresentato dagli Atenei.

La storia stessa insegna che le dittature si sono sempre fondate sull’ignoranza e sul monopolio del sapere.

Collana VERITA’ NASCOSTE

  • 18/12/2017

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